TOXIcity

A meta-weight experience

Transformation finds in art the pole star that guides every creative mind. "Meta" is transformation, and in transformation, there can be no waste: there is process, evolution, change, change of state, and possibility. As of today, the environmental and social effects of the Metaverse are still unknown, so we can only imagine possible future scenarios. At the moment, all possibilities are open, and the metamorphosis from a utopian meta-world to a meta-monster populated by TOXIcities may no longer be just speculation. Out of the duality of form and matter - as well as virtual and real - the concept of meta-weight arises

 meta-weight 

Il termine “scarto” appartiene ad una categoria linguistica sintetica, perché descrive qualcosa di artificiale, che in natura non esiste.  La natura non produce scarti. In natura nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma.
La trasformazione trova nell’arte la stella polare che guida ogni mente creativa. “Meta” è trasformazione, e nella trasformazione non può esistere scarto: esiste processo, evoluzione, cambiamento, cambio di stato, possibilità.
Dove c’è possibilità, non c’è scarto, perché lo scarto è un refuso dell’essere, ma il possibile è l’opportunità del divenire.
Il metaverso è lo spazio virtuale dove differenziazione e possibilità coesistono senza essere esclusive. Ammette biforcazioni, repliche, e configurazioni differenti.
Le risorse materiali, a differenza delle infinite forme che un oggetto può assumere nel metaverso, sono limitate. Il loro uso sapiente è fondamentale per promuovere un’economia circolare e sostenibile.
Dalla dualità tra forma e materia oltre che tra virtuale e attuale nasce meta-weight.
Il visitatore è dapprima indotto a guardare all’oggetto come “addensamento di molecole”, astraendolo dalla propria forma. La presenza di una stampante 3D lo stimolerà a comprendere meglio la relazione tra oggetto e materia, spostando per un attimo l’attenzione sulla quantità e sul peso del materiale di cui è costituito. Intanto, un macchinario distruggerà i pezzi già stampati per rigenerare nuovo filamento, in un ciclo dove la materia si conserva nella quantità ma non nella forma. All’idea di singolarità della forma si sostituisce quello di singolarità della materia, in continua trasformazione. Il metaverso rappresenta il luogo dove le forme progettate, realizzate e rigenerate continuano a vivere in quanto tali, benché slegate dalla loro componente materica.
L’oggetto nel metaverso può essere visualizzato infinite volte attraverso la realtà aumentata e lasciare che la sua materia assuma una nuova forma nel mondo reale.
Le forme nel metaverso permangono invariate: grazie alla realtà aumentata, il visitatore potrà osservare ogni generazione precedente cogliendone quella che nel tempo è stata l'evoluzione.

 meta-waste 

Nel metaverso di The Sandbox una nuova città è sorta e il suo nome è TOXIcity. Qui tutto è contaminato: l’aria è tossica e anche gli edifici sembrano deformarsi per il troppo inquinamento. Ma come è possibile? Non doveva il metamondo essere un’alternativa al mondo fisico dove i problemi reali non esistono più? E se anche il metaverso dovesse rivelaresi un mondo non adatto per l’umanità, dove andremo? TOXIcity vuole essere una parodia del metaverso, una città invivibile in The Sandbox da cui anche gli ultimi abitanti superstiti vogliono scappare in cerca di un altro Meta metaverso. Il nome TOXIcity gioca con la parola tossicità che può essere utilizzata non solo per descrivere gli effetti dannossi di una sostanza chimica sull’ambiente, ma anche per indicare una condizione disturbata della società. A oggi però gli effetti ambientali e sociali del Metaverso sono ancora sconosciuti; non ci resta che immaginare possibili scenari futuri. Impossibile non chiedersi, se si appresti a essere davvero così green come promette. Raccontare il Metaverso solo attraverso l’immagine di una nuova realtà, vedi la pipa di Magritte, è ingannevole poiché non è solo un’immagine ma come una vera pipa brucia e inquina allo stesso modo. Eppure, sviluppare un Metaverso sostenibile è possible: beni ed eventi fisici possono essere sostituiti con i loro equivalenti virtuali tagliando le emissioni legate all’uso di materie prime e allo smaltimento dei rifiuti. La direzione intrapresa sembra quella di voler realizzare un mondo virtuale parallelo a quello fisico. Ma mentre nella realtà si assiste ad uno sforzo mondiale verso la transizione ecologica e il controllo delle emissioni (rappresentato nell’istallazione dal processo automoatizzato di stampa 3D e rigenerazione della bobina) cosa sta accandendo negli “altri mondi”? Al momento tutte le possibilità sono aperte e la metamorfosi da meta-mondo utopico a meta-mostro popolato da TOXIcities potrebbe non essere più solo una speculazione.

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4×50
Visit the exhibition at the Archiversus headquarter!

Design and prototyping Team - INDEXLAB AFS
Designers - Paolo Morreale, Giovanni Geranio, Meltem Yilanci, Majd Hanna, Quilin Zhu.
Technology advisors - Zeno Zoppi, Matteo Cavaglià
Metaverse advisor - Alex Bocchi
Creative director - Carlo Beltracchi
Principal - Pierpaolo Ruttico

In collaboration with GIMAC-EXGINEERING, ProCUT3D, 2MuchTV, ARCHIVERSUS

 

4×50

R&D: INDEXLAB - AFS (Adaptive Facade Studio)
Year: 2022

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